07.12.16

L’inverno è arrivato - Jordan & Gianfranco Giacchini

Ormai l’autunno lascia spazio all’inizio del vero inverno, decidiamo di effettuare una sessione di due giorni in lago, il tempo non promette bene, le temperature sono in discesa, ma come si dice “quando si ha voglia di pescare non si bada a nulla” e prepariamo il tutto per la sessione.
Arriviamo sul lago al mattino dopo un abbondante temporale notturno, la pioggia sembra darci qualche ora di tregua per montare il tutto e calare le canne.
Ci posizioniamo sfruttando due zone, una con acqua decisamente più alta caratterizzata da brusche discese del fondale e una zona con acqua bassa e spot a vista.
Scegliamo di utilizzare un quantitativo ridotto di esche per la pastura sugli inneschi, cercando di portare il più vicino possibile i pesci al nostro innesco, ci affidiamo a delle boilies Banoffe da 16 e 20 mm tagliate e qualche manciata di Response Pellet mischiate con delle tiger nut.
Come terminale per le nostre canne utilizziamo un trecciato Kamo da 30lb al quale leghiamo un amo Krank X del 4 per contrastare le potenti fughe del pesce e le numerose alghe che complicano senza dubbio il recupero in caso di cattura. Priviamo gli ultimi centimetri del terminale dalla guaina di rivestimento, cosi da rendere la legatura dell’amo più leggera, ed avere una maggiore mobilità. Utilizziamo un Sinkers medium sul rig, posizionandolo nel punto in cui il trecciato passa da rivestito a non rivestito, cosi da farlo aderire perfettamente sul fondale anche con esche criticamente bilanciate. Scegliamo di pescare con un innesco snow man composto da una boilies affondante Banoffee da 20mm tagliata sulla parte alta sulla quale applichiamo un piccolo Toppers Cell bianco per rendere il tutto bilanciato, una presentazione che ci sta regalando moltissime catture alternando anche l’utilizzo di una singola tiger nut a posto della boilies affondante.
La prima notte passa senza nessun movimento sulle canne, durante il buio è scesa qualche goccia di pioggia, il clima è incerto e nuvoloso, e forse proprio per questo il pesce è fermo. Qualche spiraglio di sole ogni tanto inizia a scaldare la tenda e asciugare la brina della notte, quando mentre facciamo colazione la canna posizionata in profondità parte, finalmente ci siamo, un bel combattimento sul gommone e Gianfranco porta a guadino una bellissima regina di buone dimensioni, in carne, sicuramente già pronta per affrontare l’inverno. Mettiamo il pesce nella sacca di mantenimento per farlo riprendere un pò ed aspettare che smetta di piovigginare per fare qualche foto. Dopo poco effettuiamo le operazioni di rito e ridiamo la libertà a questo meraviglioso esemplare che sguizza via verso il largo velocemente. Ora il tempo sembra cambiare, un leggero vento porta via tutte le nuvole ed esce anche il sole, che in poco tempo riscalda questa giornata. Decidiamo di uscire con il gommone a controllare le lenze nella zona bassa, quando su un angolo assolato dal mattino, con stupore scorgiamo diverse carpe che si crogiolano al sole. Un grande segnale, forse questi pochi gradi di differenza rispetto al giorno precedente portano il pesce a muoversi, e cosi aumentano le chance di una cattura. Posizioniamo un paio di canne a vista nei pressi di quella zona, rimanendo a distanza senza infastidire il pesce, con la speranza che durante la seconda ed ultima notte di pesca qualche esemplare ci venga a fare visita.
Ormai è buio, nessun segnale, si sentono dei salti sporadici in lontananza, speriamo bene.
E’ di nuovo mattina, le canne sembrano paralizzate, aspettiamo che il sole ci aiuti ad uscire dalla tenda per iniziare a smontare il campo. Proprio mentre chiudiamo la tenda una delle due canne calate dove avevamo visto i pesci il giorno precedente, parte all’impazzata, Gianfranco è il più vicino alla canna, ferra e via si parte di nuovo sul gommone, questa volta il pesce si infila nelle alghe e ci dà molto filo da torcere per farlo entrare nel guadino. Il cinque e via ad ammirare questa meraviglia sul materassino, un pesce stupendo, livrea dorata e bocca possente, il sole è alto abbastanza per delle foto ricordo da incorniciare, dopodiché viene rilasciata nel suo habitat naturale. Questa ultima cattura chiude e corona una sessione difficile ma comunque volta al meglio e con uno scenario meraviglioso che solo l’inverno può regalarci!

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