26.10.15

L'evoluzione del D rig

Durante una sessione estiva in acque francesi ho utilizzato frequentemente l'Iq D-rig innescando boilies o tiger nut bilanciate. Questo tipo di rig mi permette una presentazione ottimale inoltre essendo virtualmente anti tangle, si presta bene come terminale da lunga distanza. Il problema fondamentale nasce quando si trovano spot vicini a legnaie o ad ostacoli: da qui l'idea di sostituire il fluorocarbon con un guainato non estremamente rigido.

In questa situazione l' N-Trap semi stiff da 20 lb è la scelta giusta!

In questa mia piccola evoluzione, ho voluto testare le caratteristiche degli ami krank: la loro ampia apertura fa sì che l'amo, durante la rotazione, trovi sempre un appiglio nella bocca del pesce. Durante la sessione le slamate sono state pochissime ( ami come sempre senza ardiglione ) ed i pesci portati a guadino mostravano una bella allamata nel labbro inferiore.

Dovendo pescare ad una distanza limitata, ho completato il tutto con un COG: avendo l'attacco del terminale nel punto più pesante del piombo, possiamo ridurre il peso della zavorra, diventando ancor più discreti durante l'entrata del rig in acqua, limitando le possibili fughe del pesce dalla zona pasturata.

Una sventagliata di banoffee ed una bilanciata da 18 mm sapientemente dippata nel goo completano il tutto.

Se invece lo spot si trova ad una distanza elevata, sostituisco il COG con un distance casting da 4 once ed una clip leggermente schiacciata: non utilizzo girelle di giunzione ma un piccolo link loop ed una Kwik link, in modo da rendere il terminale semi fisso e soprattutto non avere nessun possibile "snodo" causato dalla girella. Inoltre con questo piccolo accorgimento, possiamo inserire sul terminale un piccolo stick.

Ultima variante che ho adottato è stata quella di aggiungere una micro girella al posto del classico anellino: così facendo la boilies bilanciata risulterà ancor più naturale, potendo ruotare su se stessa.

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