21.09.17

UN AGOSTO TORRIDO - Jordan & Gianfranco Giacchini

Un estate fuori dal comune quella degli ultimi mesi, caratterizzata da un caldo torrido, tasso di umidità elevatissimo, zero precipitazioni, livelli delle acque che frequentiamo nettamente al di sotto della norma, pesci apatici e di conseguenza pochissime catture. Vi racconteremo di come dopo due weekend di totale assenza di catture, siamo riusciti a capire dove intercettare i pesci e la strategia adottata per portare a guadino qualche bella cattura.
Nelle prime settimane di Luglio, gli spot con basse profondità soprattutto dal tramonto fino al mattino sono stTI molto proficui con diverse catture, al contrario delle canne profonde che, anche se posizionate in punti dove avevamo catturato negli anni precedenti o in altri mesi dell’anno, rimanevano immobili per giorni e giorni.
Gli inneschi che garantivano le catture erano composti con le medesime esche utilizzate nella pasturazione, il nostro set up prevedeva snow man 20/16 mm, terminali molto semplici e piombi abbastanza pesanti montati su lead clip da rimanere ben piantati anche a distanza e soprattuto per avere un buon potere autoferrante durante la partenza.
Infatti in qualche uscita di una sola notte, Gianfranco è riuscito a portare a guadino alcune splendide regine, cadute su un innesco snow man 20/16 mm realizzato con boilies Mainline Spicy Crab, calato su una manciata di boilies dello stesso gusto, ingannandole con un terminale molto semplice realizzato con Dark Matter 30lb e amo Krank X n.2.
Ora viene il bello, nelle settimane successive con l’arrivo di un ondata di caldo torrido proveniente dall’Africa, denominata “Lucifero”,i pesci si sono praticamente arrestati, non mostrando più attività, sparendo dagli spot in cui nelle pescate precedenti avevamo ottenuto successi. A tal proposito, con l’aiuto di un imbarcazione e dell’ecoscandaglio ci siamo concentrati nel cercare dei punti con maggiore profondità e caratteristiche morfologiche del fondale adatte a poter insidiare le nostre amiche anche con queste temperature. Profondità minime che variavano dai 7,5 mt fino ad arrivare ai 14mt per le canne più profonde e con una variazione di temperatura di almeno 7/8 gradi rispetto a spot con circa 2mt di acqua. Quindi a nostro avviso una scelta più che azzeccata dove il pesce può trovare refrigerio ed alimentarsi indisturbato. Per ben due weekend di seguito le canne calate in questi punti rimasero immobili, gli inneschi rimasti in acqua per 48h non presentavano alcun segno di presenza di pesce di disturbo, gamberi etc. facendoci scoraggiare ancora di più, e perdendo ogni speranza sui ragionamenti e sulle scelte fatte a riguardo degli spot. Un vero e proprio metterci alla prova sia fisico che mentale, questo è lo scotto da pagare quando si affrontano grandi acque naturali in cui ogni fattore influisce sull’esito di una cattura.
Ma non ci diamo per sconfitti, ed attendiamo il momento giusto per tornare in pesca, sono circa quattro mesi che non vi sono precipitazioni, il lago è ormai di 2 mt al di sotto della norma, c’è bisogno di precipitazioni che portino acqua fresca ed ossigenata nel bacino. Siamo ormai nel weekend precedente a Ferragosto, quando in una solita passeggiata lungo le sponde del lago si respira un atmosfera di pioggia, il cielo grigio e cupo, l’odore emanato dalla natura, ci spingono a prendere una decisione rischiosa, quella di montare in breve tempo per provare in una notte secca. Da li a breve inizia a piovigginare, si alza una leggera brezza ad increspare la superficie del lago, anche la temperatura si fa più fresca, e determinati caliamo due canne a testa in dei punti nel sottoriva in cui l’acqua proveniente dagli scoli entra nel lago portando con se tutto quello che trova nel percorso come terra, frutti caduti dagli alberi, cibo naturale etc. Soltanto dieci minuti di precipitazioni e dei piccoli rigagnoli di acqua alimentano il lago. E primo pomeriggio quando fiduciosi abbiamo finito di montare la tenda per la notte e ci mettiamo seduti ad osservare il lago seduti sulle poltroncine aspettando il meglio. Neanche due ore dopo aver calato le lenze, una partenza fulminea ci fa sobbalzare in barca a combattere quello che sembra un bel pesce, un duro combattimento nei pressi del canneto e il pesce sfinito entra nel retino. Una forte stretta di mano ci fa gioire e rallegrare finalmente, infatti nella rete del guadino c’è una meravigiosa regina scura e grigia come il cielo, finalmente un bel pesce posa tra le braccia di Jordan, foto di rito in acqua e via di nuovo libera di notare nel suo habitat. Questo pesce è stato ingannato con una strategia diversa dalle precedenti, infatti oltre alla scelta di uno spot molto marginale, è stato utilizzato un terminale più leggero in una presentazione pop up, realizzato con amo Kontinental n.4 legato con Kamo da 30lb, sul quale è stata applicata della pasta al tungsteno per bilanciare le due Mainline Toppers di colore giallo dippate con il Goo Mangonana, il tutto su un abbondante tappeto di Mainline Power Particles aroma Cell. Questa volta l’approccio più light con l’utilizzo delle granaglie a creare un ampia zona di pasturazione sul fondo e un innesco insolito molto ridotto e visibile ha ingannato e portato il pesce ad aspirare l’innesco, bene cosi! Alla prossima…
Jordan e Gianfranco Giacchini

Happy Jordan...

Happy Gianfranco...

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